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LOG #31 - Bug risolti e semi salvati: L'arte di fare meno pressione

Bug risolti e semi salvati: L'arte di fare meno pressione

CARPENTERIA FATTO

L'orto vuole l'uomo morto. La prova vivente è la mia schiena, che in questo momento sta seriamente valutando di chiedere asilo politico al primo fisioterapista disponibile.

Oggi la giornata è stata interamente consacrata a quello che nei manuali si definisce "rifacimento della pavimentazione", ma che nella pratica si traduce nello spaccarsi le braccia spostando roba che la gravità, non so perché attrae verso il basso. Volevo un orto iper-tecnologico a chilometro zero, e invece mi sono ritrovato a impastare, livellare e sudare come un manovale bergamasco a ferragosto. C'è una certa ironia nel progettare sensori ambientali sofisticati per poi passare otto ore a imprecare contro un avvallamento di due centimetri sul terreno. Ma d'altronde, i droni non sanno ancora usare la cazzuola, e quindi tocca al caro, vecchio hardware biologico: Giulia!

Per non perdere del tutto il contatto con la mia dignità da smanettone, durante il pomeriggio post lavori, ho aperto il portatile impolverato per dare una sistemata al codice del sito. Niente di trascendentale, sia chiaro. Giusto un restyling al volo del pannello di controllo per renderlo meno simile a un gestionale degli anni '90, un menù a tendina che aveva deciso di scioperare e l'aggiunta delle foto di copertina dinamiche nei log. Un paio di query e un po' di CSS giusto per riposare i muscoli e stancare gli occhi. Un classico.

Ma veniamo alla vera, monumentale vittoria della giornata. La semina. Chi ha seguito i miei deliri sa bene che il primo round è stato un disastro di proporzioni epiche: un tasso di fallimento del 96%. Praticamente un cimitero botanico. Ero arrivato a convincermi di aver comprato semi di ghiaia, o forse di aver inavvertitamente(?) offeso qualche antica divinità agricola. Ebbene, rullo di tamburi... La seconda tornata ha appena fatto registrare un tasso di successo esattamente speculare. 96% di germinazione. Un trionfo verde assoluto.

Cosa ho usato per compiere questo miracolo? Un nuovo algoritmo predittivo? Dei fertilizzanti rubati al vicino? Una danza della pioggia sulle note di Sal Da Vinci?

No. Ho semplicemente premuto un po' meno la terra sopra le sementi.

Esatto. Nella mia infinita ansia di fare un lavoro chirurgico e di "mettere al sicuro" i semi, li avevo pressati con così tanto entusiasmo che per germogliare avrebbero avuto bisogno di una talpa meccanica. Li stavo letteralmente soffocando sotto terra. Insomma, è bastato alleggerire la mano, lasciare che la terra fosse una copertina morbida e non uno strato da forare, e la natura ha fatto il resto.

A volte, che tu stia debuggando un sito web o piantando dei pomodori, la regola d'oro è sempre la stessa: non sbatterti troppo per fare troppo bene. Buona cena!

Galleria Fotografica

Piantine di Zucchino e una di Melone retato
Piantine di pomodoro di una settimana
Altre piantine di pomodoro di una settimana
Ancora piantine di pomodoro di una settimana
Piantine di pomodoro di una settimana più qualche piantina della vecchia semina
Autobloccanti posizionati e pendenza aggiustata - Frontale
Autobloccanti posizionati e pendenza aggiustata - Laterale
Il pozzetto elettrico che purtroppo è andato distrutto
Lavori di ripavimentazione in corso
Il mio più bel manovale, Giulia!