Tetris di mattoni, ricette top-secret e cori a Sant'Agata
Questo fine settimana ho scoperto che esiste un livello di Tetris progettato specificamente per punire chi osa contrastare l'egemonia dei muratori professionisti: rimettere a posto gli autobloccanti. Dopo aver felicemente sventrato mezza pavimentazione per passare i famigerati cavidotti (un'operazione che nei giorni scorsi mi aveva fatto sentire un mix tra un ingegnere civile e una talpa), è arrivato il momento della resa dei conti: richiudere la voragine.
E qui ho imparato una nuova legge della fisica quantistica: se togli cento pietre perfettamente incastrate da un buco, quando provi a rimetterle non si incastrano più perché non c'è spazio sufficiente. Le nostre ginocchia stanno ancora chiedendo pietà e il mio vocabolario di imprecazioni creative ha raggiunto vette poetiche.
Per bilanciare le fatiche da cantiere e ripristinare il livello di zuccheri nel sangue, il pomeriggio si è trasformato in una puntata clandestina di Masterchef: la produzione industriale dei celeberrimi dessert del nonno. Parliamo di una ricetta così gelosamente custodita che la formula della Coca-Cola al confronto è un segreto di Pulcinella. Non posso svelare i dettagli operativi per non rischiare il disconoscimento familiare, ma diciamo solo che tra bilancini di precisione, consistenze da azzeccare al millisecondo e dosi di zucchero probabilmente illegali in diversi stati europei, il risultato è stato un trionfo. Il nonno ne sarebbe stato fiero. O quantomeno avrebbe annuito in silenzio, per poi criticare la forma di una guarnizione.
A coronare questa maratona schizofrenica tra manovalanza e pasticceria, la sera siamo andati al concerto di Giulia. Location d'eccezione: la chiesa di Sant'Agata al Collegio. Con i suoi marmi e quell'acustica monumentale, è un posto che ti fa sentire in colpa anche solo se respiri troppo forte. Giulia è stata semplicemente fantastica, bella e bravissima come sempre.
La vera sfida, però, è stata la mia: mantenere un'espressione vigile, colta e rapita dalla melodia, mentre il mix tra la stanchezza post-cantiere e il coma diabetico imminente cercava di farmi svenire sulla panca di legno massello. Ce l'ho fatta, ho applaudito nei momenti giusti e ho dissimulato benissimo la mia schiena a pezzi.
Insomma, un weekend in perfetto equilibrio: calcinacci, calorie e cultura. Ora scusate, ma vado a fare il bagno nel Lasonil.
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