Diario di bordo di un Maker (quasi) folle
Giorno 1: L’Odissea del Semenzaio Digitale.
Caro me stesso del futuro, se domani riaprendo questo progetto KiCad ti sembrerà di aver scalato l’Everest in ciabatte, ecco perché. Oggi ho iniziato con una missione nobile: automatizzare un semenzaio. Ma prima di far germogliare la prima foglia di lattuga, ho dovuto far germogliare la vista a un’Intelligenza Artificiale che, nonostante il mio abbonamento PRO, ha deciso di giocare a "mosca cieca" per metà pomeriggio.
La sessione è iniziata con me che urlavo (metaforicamente, ma neanche troppo) nel vuoto cibernetico: "Vedi l’immagine? Vedi i 12V?". E Gemini, povero caro, mi rispondeva con la flemma di un filosofo greco, descrivendomi circuiti che esistevano solo nel suo database del 2024, mentre io stavo sprecando messaggi a pagamento per convincerlo che un Arduino Nano ESP32 non è lo stesso di un DevKit V1. Una comunicazione degna di un sordo che parla ad un cieco in un tunnel senza uscita.
Poi, il miracolo. La cataratta digitale si è sollevata. Abbiamo smesso di "ipotizzare" e abbiamo iniziato a costruire. Ho creato un simbolo custom per l'ESP32 che è una bellezza, rinominando pin come se fossi un addetto all'ufficio anagrafe. Abbiamo scoperto che i miei relè non sono pezzi anonimi da manuale, ma hanno quel piccolo, subdolo jumper "H/L" che avrebbe potuto far scattare la pompa dell'acqua nel momento meno opportuno, trasformando il semenzaio in una piscina per girini.
Abbiamo domato la 220V, creato una "dorsale" di fase che manco l'Enel nei migliori periodi coloniali, ordinato i componenti così bene che ora lo schema KiCad sembra quasi opera di un ingegnere ubriaco. Luci, pompe e tappetini sono pronti ad ubbidire ai comandi dell'ESP32.
Domani passeremo ai sensori, per oggi mi fermo. Ho salvato il modello, ho salvato i nervi e, incredibilmente, ho salvato anche il progetto. Gemini ora "vede"... speriamo solo che domani non si svegli con la congiuntivite.
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