Dalle stringhe di codice alla terra: la sfida di Ortotech
Mi chiamo Salvatore e, per mestiere, risolvo problemi digitali. Lavoro come tecnico informatico presso l’ASP di Caltanissetta, un mondo fatto di reti, server e assistenza quotidiana. Ma la storia di Ortotech non inizia in un ufficio, bensì in un trasloco e in una nuova avventura di vita.
Quando ho lasciato Catania per trasferirmi qui a Caltanissetta insieme alla mia Amata metà Giulia, non abbiamo comprato solo una casetta appena fuori la città; abbiamo ereditato una sfida: un grande appezzamento di terreno. Un terreno "difficile", di quelli che sembrano volerti dire: "Qui non cresce nulla se non hai braccia forti, un pizzico di follia e tanta pazienza".
Ma io sono un informatico, quindi la follia è acquisita e la pazienza, per deformazione professionale, la faccio passare per i circuiti.
Un cantiere in piena evoluzione
Sia chiaro: Ortotech non è un'azienda agricola iper-tecnologica, vuole essere bensì un laboratorio attivo che sviluppo nel tempo libero. C'è il terreno, c'è la voglia di fare e quella manualità tipica di chi ama sporcarsi di grasso e terra, what else?
In questo momento Ortotech è in quella fase affascinante in cui la teoria inizia a scontrarsi con la pratica: un cantiere dove le automazioni, i sensori e l'Intelligenza Artificiale vengono testati un bit alla volta, tra un filare e l'altro.
Perché lo faccio?
Perché restare fermi non fa per me. Ortotech è il mio modo di tenere la mente allenata, unendo la mia passione per l'informatica alla sfida della terra. È la scusa perfetta per:
- Sperimentare con l'elettronica e i sensori di umidità.
- Scrivere nuovi linguaggi per gestire web server in giardino.
- Esplorare come l'AI possa aiutarci a capire i bisogni delle piante meglio di quanto farebbe il solo intuito.
Curiosità, Tecnologia, Tenacia.
Questi sono i tre pilastri su cui poggia questo esperimento. Non sono un agricoltore esperto, sono un esploratore digitale che sta imparando a dialogare con la natura attraverso i dati. Ortotech è la mia scommessa per provare a dimostrare che, con l'ingegno e la giusta tecnologia, anche il terreno più ostico può imparare a diventare "smart".
Facciamo un pezzo di strada insieme?
Ortotech è una sfida aperta e mi piacerebbe molto confrontarmi con chi guarda al futuro con la mia stessa curiosità.
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Hai un consiglio tecnico o vuoi semplicemente aiutare? Che tu sia un esperto di automazioni o un neofita che, come me, ha voglia di imparare a unire natura e tecnologia, scrivimi. Il bello di un progetto in crescita è proprio la possibilità di farlo evolvere grazie allo scambio di idee e alla voglia di esplorare strade nuove.